Due giornate non fanno una classifica e ancora meno una sentenza. Ma questa analisi della Serie B 2026/27, dopo 180 minuti sommati alla Coppa Italia e alle indicazioni del precampionato, inizia a raccontare qualcosa. Alcune delle convinzioni con cui avevamo iniziato la stagione stanno trovando conferme. Altre meritano già di essere rimesse in discussione

È ancora presto per cambiare completamente le gerarchie disegnate alla vigilia, ma non per provare a interpretare quello che il campo ci sta mostrando. Modena, Palermo e Mantova sono partite forte, Cremonese e Catanzaro hanno incontrato le prime difficoltà, mentre l’Avellino ha immediatamente reagito alla sconfitta dell’esordio.

Modena, la sorpresa che comincia a prendere forma

Il Modena è sicuramente la squadra che più di tutte ha sorpreso in questo avvio di campionato. Il gruppo canarino sembra aver già recepito le indicazioni di Daniele Galloppa e i risultati stanno dando forza al nuovo progetto.

Olzer e Caso sono già in formato prime giornate e, per caratteristiche e capacità di attaccare gli spazi, a tratti ricordano le frecce offensive del Frosinone di Alvini della scorsa stagione.

Adesso sarà interessante capire come il Modena approccerà le partite nelle quali dovrà assumersi maggiormente il peso del gioco. Probabilmente ha impressionato più nella trasferta di Cremona che all’esordio contro il Benevento, partita nella quale, ai punti, il pareggio sarebbe potuto essere il risultato più giusto.

Può essere la sorpresa del campionato? È ancora presto per dirlo. Nella nostra [griglia delle favorite della Serie B 2026/27] avevamo comunque inserito il Modena nella fascia delle candidate ai playoff: l’impressione, dopo 180 minuti, è che quella previsione possa avere fondamenta ancora più solide di quanto immaginassimo.

La sfida casalinga contro l’Avellino rappresenterà un test particolarmente interessante. Per il Modena sarà anche il debutto al Braglia in questo campionato dopo le due vittorie esterne ottenute a Benevento e Cremona.

Palermo, quando la qualità dei singoli diventa mentalità

Il Palermo viaggia a punteggio pieno e prosegue il percorso positivo iniziato anche in Coppa Italia.

A nostro giudizio è la rosa più completa del torneo: almeno 18 giocatori possono essere considerati potenziali titolari, under compresi. L’arrivo di Perin è stato l’ennesimo colpo ad effetto di un mercato costruito con un obiettivo piuttosto evidente.

La vittoria sul campo dell’Arezzo, però, racconta qualcosa che va oltre la profondità dell’organico.

Con il doppio vantaggio, il Palermo sembrava aver ormai portato la nave in porto. Un Tavernelli indomito ha contribuito a rimettere in piedi una partita che sembrava chiusa, prima della giocata decisiva di Augello nel recupero. Una conclusione dal limite tutt’altro che banale per un giocatore che non ha certamente nel tiro da fuori la sua principale specialità.

Ed è forse proprio qui che emerge la natura di questa squadra.

Quando riesci a vincere partite del genere grazie anche alla qualità dei singoli e trovi la giocata decisiva all’ultimo respiro, significa semplicemente che hai la mentalità giusta per provare ad arrivare fino in fondo.

Il Palermo è stato costruito per vincere. Adesso dovrà dimostrare di avere la stessa fame fino al prossimo maggio.

Mantova, sei punti che danno forza a un progetto

Il Mantova lo avevamo indicato già durante il mercato come una delle possibili sorprese, inserendolo nella nostra fascia playoff.

Modesto, nel finale della scorsa stagione, aveva iniziato a gettare le basi. Il mercato ha poi seguito una linea pragmatica e molto chiara: trattenere i giovani più interessanti e completare la squadra con profili funzionali, come Gliozzi e Ignacchiti.

Il risultato, almeno per ora, è andato probabilmente oltre le più rosee aspettative: sei punti nelle prime due giornate e la sensazione di una squadra che sappia già cosa fare in campo.

In Serie B sappiamo bene quanto velocemente possano cambiare le gerarchie, ma un avvio del genere non può essere ignorato.

Il Mantova non diventa improvvisamente una favorita per la promozione dopo due giornate. Ma il progetto che avevamo apprezzato durante l’estate sta iniziando a trovare risposte anche sul campo.

Cremonese, il primo campanello d’allarme è già costato la panchina

Finora abbiamo tessuto le lodi di tre squadre che stanno brillando. È inevitabile, però, soffermarsi sulla partenza della Cremonese.

I due passaggi a vuoto in campionato hanno pesato sulla posizione di Marco Giampaolo. Soprattutto la partita contro il Modena ha mostrato una squadra forte nei singoli, ma disorientata: reparti troppo distanti, poca compattezza e troppe situazioni affidate alle iniziative individuali.

La sensazione è che qualcosa si fosse già incrinato.

Giampaolo è stato esonerato nonostante la successiva vittoria in Coppa Italia contro il Parma e adesso toccherà a Fabio Pecchia rimettere la barra dritta.

Del terreno è stato perso, ma siamo appena all’inizio. Sarebbe un errore ridimensionare dopo 180 minuti una rosa che continuiamo a considerare attrezzata per competere per i primi tre posti.

La Cremonese resta una delle nostre favorite. Rispetto all’inizio del campionato, però, c’è già un primo punto interrogativo al quale Pecchia dovrà rispondere.

Catanzaro, l’impressione è quella di un nuovo anno zero

Il Catanzaro di Gorgone sta probabilmente pagando i tanti cambiamenti apportati alla rosa.

Sono partiti diversi elementi importanti e la squadra che aveva costruito le proprie certezze nelle stagioni precedenti è inevitabilmente cambiata. Liberali e Favasuli rappresentano due perdite importanti, così come le partenze di Pittarello, Pontisso e Brighenti hanno modificato ulteriormente gli equilibri del gruppo.

Abbiamo sempre più l’impressione che questo possa essere una sorta di anno zero per il Catanzaro. Un ciclo si è ormai chiuso e serve tempo per assimilare i dettami del nuovo tecnico e amalgamare i nuovi arrivati.

Pesa inoltre l’infortunio di Pafundi, probabilmente uno dei giocatori sui quali Polito aveva immaginato di costruire buona parte della qualità offensiva della squadra.

Ciò che preoccupa maggiormente, però, è la tenuta difensiva. Nelle prime due giornate il Catanzaro è riuscito a passare in vantaggio, salvo poi tornare a casa a mani vuote.

La prima davanti al proprio pubblico diventa quindi un passaggio interessante. Non può essere una partita decisiva a settembre, ma sarà importante capire se arriverà quella scossa necessaria per cominciare realmente il nuovo percorso.

Avellino, il 3-5-2 cambia volto ai Lupi

Chiudiamo questa prima fotografia del campionato con l’Avellino di Nesta.

Nella parte conclusiva del mercato è arrivato Cheddira dal Napoli, un attaccante che in Serie B ha tutte le caratteristiche per garantire quei gol pesanti che possono spostare diversi punti nell’arco di una stagione.

Contro il Vicenza, però, la copertina se l’è presa Andrea Favilli.

Tre assist a referto, ma soprattutto tantissimo lavoro al servizio della squadra. Gli è mancato soltanto il gol, che avrebbe probabilmente meritato per quanto prodotto durante la partita. Se continuerà a giocare in questo modo, difficilmente dovrà aspettare troppo.

Interessante soprattutto il cambio tattico operato da Nesta. Il passaggio al 3-5-2 ha mostrato un Avellino molto più accorto e stretto tra i reparti, bravo a uscire anche nello stretto e capace di far male quando può attaccare gli spazi in contropiede.

Resta inevitabile il confronto con la sconfitta contro l’Arezzo. In quella partita l’Avellino avrebbe probabilmente meritato qualcosa in più, ma la Serie B insegna proprio questo: quando abbassi il livello dell’attenzione, anche per pochi minuti, spesso finisci per pagarlo.

E allora la domanda resta aperta: qual è il vero Avellino? Quello convincente visto contro il Vicenza oppure quello più discontinuo dell’esordio contro l’Arezzo?

Modena-Avellino arriva al momento giusto per iniziare a capirlo. Da una parte una delle squadre più convincenti di queste prime due giornate, dall’altra un Avellino che ha appena mostrato di poter cambiare pelle. Il Braglia sarà un ottimo banco di prova per capire di che pasta sono fatti i Lupi irpini.

Analisi Serie B 2026/27: le sentenze possono aspettare

Modena, Palermo e Mantova hanno acceso subito i riflettori. Cremonese e Catanzaro sono chiamate a trovare risposte, mentre l’Avellino ha dimostrato quanto rapidamente possano cambiare giudizi e sensazioni in un campionato come questo.

Sono passati appena 180 minuti. Troppo pochi per riscrivere la nostra griglia e ancora meno per emettere sentenze. Abbastanza, però, per iniziare a mettere qualche matita rossa accanto alle valutazioni fatte durante l’estate.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della Serie B: le gerarchie esistono, ma il campo impiega pochissimo tempo a metterle in discussione.

Per confrontare queste prime indicazioni con le valutazioni fatte prima dell’inizio del campionato, puoi leggere la nostra [griglia delle favorite della Serie B 2026/27]. Il prossimo turno offrirà già nuovi incroci utili per capire se queste prime sensazioni troveranno conferma.

La prima fotografia è scattata. A maggio scopriremo quanto fosse realmente a fuoco.


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